DANIELE RIVOLTI. LA LEGGE DELLA TRINITA’ NEL SENSO COMUNE DEI POPOLI. LA RESTAURAZIONE DI ROMA

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DANIELE RIVOLTI. LA LEGGE DELLA TRINITA’ NEL SENSO COMUNE DEI POPOLI. LA RESTAURAZIONE DI ROMA

La scoperta della Legge Trinitaria dei Popoli è il risultato della ricerca storico-filosofica-scientifica dell’autore, durata 15 anni, che dalla Roma antica è arrivata al momento attuale. La ricerca ha avuto come punto di riferimento il pensiero del Vico, che ha messo in evidenza la costante presenza del numero tre nella storia e nel pensiero romano. Per l’autore esso corrisponde a tre momenti paralleli della storia dell’umanità, che si sono sviluppati rispettivamente in Europa, in Asia ed in Africa. Le Americhe e l’Oceania sono state invece le terre della colonizzazione della famiglia euro-afro-asiatica. La legge della Trinità dei Popoli trova in esse il terreno per la sua applicazione. 

La famiglia dei popoli è formata da tre grandi gruppi. Gli asiatici rappresentano la legge della tradizione, perché tendono a collegare ogni evento all’evento creativo originale; gli africani rappresentano il dono della vita, perché tendono ad interpretare ogni evento come un continuo atto d’amore perla vita; gli europei rappresentano la libertà, perché tendono a collegare ogni evento al giudizio universale. Da qui il dominio asiatico del passato, quello africano del presente e quello europeo del futuro. 

La nostra Terra ha avuto nel mare Mediterraneo quella barriera che ha permesso la separazione graduale dei popoli in tre grandi suddivisioni, ma anche quell’unità, che ha sviluppato il pensiero trinitario. Come esiste una deriva genetica, che seleziona i geni dei popoli, così esiste una deriva del senso comune dei popoli, che li differenzia in modo trinitario.


Lo studio delle relazioni trinitarie della vita dei popoli chiarisce il loro senso comune. Esso ha una base comune, che sviluppa in modo diverso in ognuno di essi. La diversità consiste nell’apporto dominante delle caratteristiche di ciascuna Persona della SS. Trinità in ognuno dei tre continenti del Mondo Antico. L’europeo guarda alla Trinità attraverso la libertà, l’asiatico attraverso la legge e l’africano attraverso lo spirito vitale. I diversi apporti spirituali sono associati per la parte fisica alle tre grandezze della legge di Einstein. Una volta che fossero riconosciuti i talenti di ogni popolo, potrebbero sorgere imprese nuove di ogni tipo, in cui l’asiatico, l’africano e l’europeo potrebbero collaborare.  

 

 

DALLA PREFAZIONE DELL'AUTORE

L’idea è nata quindici anni fa, allorché fui impressionato dalla trinitarietà del pensiero di Roma e dall’enorme successo, che ha accompagnato nei secoli la sua storia, non solo nell’antichità, ma anche nel Rinascimento (di Roma) attraverso l’azione successiva della Chiesa Cattolica, erede e completamento della base trinitaria del pensiero romano. La Chiesa Cattolica infatti poteva essere solo romana, in quanto ha perfezionato, attraverso la Rivelazione cristiana, il pensiero trinitario romano, seppur offuscato dal peccato originale.

La scoperta della Legge Trinitaria dei Popoli è il risultato della ricerca storico-filosofica, durata 15 anni, che dalla Roma antica è arrivata al momento attuale. La mia ricerca ha avuto come punto di riferimento il pensiero del Vico, che ha messo in evidenza la costante presenza del numero tre nella storia e nel pensiero romani. Il tre è il numero della Trinità cristiana e corrisponde a tre momenti paralleli della storia dell’umanità, che si sono sviluppati rispettivamente in Europa, in Asia ed in Africa. Le Americhe e l’Oceania sono state invece le terre della colonizzazione della famiglia euro-afro-asiatica. La legge della Trinità dei Popoli trova in esse il terreno per la sua applicazione.


Lo studio delle relazioni trinitarie della vita dei popoli chiarisce il loro senso comune. Esso è diverso per ogni popolo per l’apporto dominante delle caratteristiche di ciascuna Persona della SS. Trinità in ognuno dei tre continenti del Mondo Antico. L’europeo guarda alla Trinità attraverso il Figlio, l’asiatico attraverso il Padre e l’africano attraverso lo Spirito. La difficoltà a riconoscere i diversi apporti trinitari all’interno del senso comune di ogni popolo deriva dall’essere fatto l’uomo di spirito e di materia. 

Mi ha molto aiutato lo studio del pensiero filosofico europeo lungo i secoli. La diaspora ebraica in Europa mi ha permesso di conoscere in un modo singolare le differenze tra il pensiero europeo e quello ebraico-asiatico. Gli Ebrei sono stati e sono molto attivi nel campo culturale. Da sempre la storia dei popoli, nel bene e nel male, passa attraverso questo piccolo popolo, scelto da Dio per svelare il Suo Mistero Trinitario. Ma, come ha scritto l’ebreo S. Paolo, poiché nessun popolo s’inorgoglisse davanti a Dio - neppure gli Ebrei - il pensiero trinitario è stato sviluppato da Roma. La libertà del diritto romano è stato lo strumento per diffondere il pensiero trinitario non solo in Europa, ma nel mondo.


Il Figlio dona la grazia della libertà ottenuta dal Suo sacrificio, il Padre dona l’ordine della creazione, lo Spirito dona la vita. Il Figlio dirige la storia verso di sé, il Padre richiama all’ordine originario della creazione, lo Spirito alla vita come dono continuo. L’europeo vive nel futuro, l’asiatico nel passato e l’africano nel presente. Il futuro europeo diventa il presente africano ed il presente africano diventa il passato asiatico. Viceversa il passato asiatico diventa il presente africano ed il presente africano diventa il futuro europeo. Ogni popolo ha un senso comune invariante per la legge della deriva del patrimonio genetico, che tende a rendere sterili i matrimoni tra razze diverse e tra mulatti ed a rendere prolifici i matrimoni tra componenti di uno stesso popolo.

In Europa, in Asia ed in Africa si osservano passaggi graduali tra i sensi comuni di ogni popolo andando da Est ad Ovest e da Nord a Sud, in funzione del Continente più vicino. La gradualità è legata ad un diverso modo di vivere il rapporto tra lo spirito e la materia in un’unità caratteristica per ogni popolo. Ad esempio in Europa esistono il geometrismo italiano, il razionalismo francese, il sensualismo o sensismo inglese, il misticismo spagnolo, il libertarismo o idealismo tedesco ed il materialismo o cosmismo russo. Ognuno di questi sensi comuni è basato sulla forza europea della libertà. Essi sono distribuiti in modo da produrre uno sviluppo graduale tra il senso comune dei tre continenti. Così il materialismo russo serve ai russi per comprendere meglio la legge asiatica che trova nel taoismo la sua espressione più originale. E il misticismo spagnolo serve agli spagnoli per comprendere meglio lo spiritualismo africano, che attribuisce la causa di ogni avvenimento agli spiriti dell’al di là.

 

BIOGRAFIE

Daniele Rivolti è reggiano. Ha 73 anni. Ha frequentato il liceo classico e si è laureato in chimica, materia che ha insegnato alle Scuole Medie Superiori. E’ sposato e ha due figli. Crede nel binomio indissolubile tra scienza e fede. E’ socio della Deputazione di Storia Patria di Reggio Emila e di Terra e Identità di Modena.                                Egli vorrebbe che gli Italiani si accorgessero di essere depositari di un pensiero proprio, derivato da quello romano, che ha reso l’Italia il centro del mondo per due volte. Il libro vuole dimostrare come adesso sia il momento per una terza rinascita del pensiero romano e italiano, ossia della Restaurazione di Roma. L’unicità del pensiero italiano sta nella sua trinitarietà. 

 

Don Romano Vescovi, classe 1941, sacerdote dal 1967, è attualmente animatore spirituale dell’Eremo San Michele Arcangelo di Salvarano sulle colline reggiane e collaboratore pastorale delle parrocchie vicine. E’ sempre stato vicino ai giovani e adesso segue un gruppo di seminaristi. E’ stato parroco in diverse parrocchie tra cui per vent’anni in quella di Rio Saliceto, dove ha avuto ben sette vocazioni sacerdotali. All’inizio del suo sacerdozio è stato vicino al movimento di Comunione e Liberazione, che gli ha dato letizia e fecondità.